ma quanta arroganza si spreca

5 gennaio, 2012

Immagine

Certo è che noi italiani siamo proprio maleducati.

Oggi finisco di lavorare e tento di andare in nel parco commerciale di Mestre, volevo prendere due magliette al volo visto i saldi anticipati. Tento.. appunto.

Premetto che non sono mai arrivata all’Auchan. Orda di gente a parte mi sono imbattuta in scene pietose.

La coda. Noi italiani non sappiamo stare in coda. Bisogna creare caos, nervosismo. Altrimenti non siamo contenti. C’è una strada a una corsia? Perchè non crearne 2 di corsie? tanto finchè ci stiamo specchietto-specchietto.. Fai passare uno che tenta disperato di inserirsi in rotonda? Prendi della troia… Cerchi di fargli capire al tuo vicino di specchietto che o sta fermo oppure per forza andate a sbattere? Lui ti viene addosso, pur di dire “ho superato due macchine”! (con aria beffarda e soddisfatta).. Poi c’era l’Alberto Tomba di turno in motorino che faceva slalom gigante tra le auto. C’è anche il giovane neopatentato UNZ-UNZ che crede che fagli un favore nel lasciarlo passare sia un suo inestimabile diritto perchè alla fine “che ti costa?”, mentre tu lo guardi con la mano a carciofo. Ed ecco che scatta il “mongola”.. molte grazie mio caro, sei stato anche gentile dopotutto :) E poi i nostri cari vecchietti, che un pò di pena mi fanno perchè non sono abituati a questa frenesia.. però guarda caso in posta chi cerca di fregarti il turno è sempre la signora che deve ASSOLUTAMENTE ritirare la pensione adesso pechè poi deve andare a casa a preparare il sugo. Chi glie lo spiega che tu lavori come uno schiavo per 900 euro mensili e sei li grazie a un permesso lavorativo che ti è costato un occhio della testa?

Concludendo, ribadisco che siamo proprio dei maleducati. I giovani perchè non hanno i famosissimi valori, i vecchi perchè credono di avere il diritto di anzianità sull’universo e gli adulti che non glie ne frega un cazzo di spiegare al mondo cosa sono i valori e cos’è il diritto di anzianità.

Uh… Happy New Year

per questo una cosa mi piace e quell’altra anche˚

9 dicembre, 2011

 

Adoro mangiare, da come uno mangia si capiscono molte cose. Mi piace sperimentare nuove cucine. Mi piace provare. Potrei vivere di tramezzini, ma non potrei vivere senza pesce, senza verdura. Adoro i gatti, esseri mistici e superiori in grado di darmi quello che nessun altro animale sa darmi. Mi piace andare a cavallo, pattinare e sciare. Mi piace muovermi con mezzi che non hanno meccanica, che non hanno motore. Mi piace ironizzare su me stessa, mi piace avere sempre la battuta pronta. Mi piace la montagna e mi piace il mare. Sono una fan di Apple. Mi piacciono i libri di Fabio Volo e tutti quelli a lieto fine. Mi piacciono i film che quando esci stai ancora a pensare come è finita perché in realtà il film è tutto un trip mentale. Adoro andare a concerti, mi sento a mio agio con altre 8000 persone. Mi piace fare foto. Mi piacciono gli aforismi. Mi commuovo davanti ai tramonti, e quando ne vedo di stupendi cerco di imprimerli nella mente perché in quel momento o sto guidando o sono sprovvista di macchina fotografica.Mi piace il mio nome. Mi piace fare l’aperitivo in piazza. Mi piace viaggiare con la mente, soprattutto immaginare viaggi. Basta quello per sentirmi meglio. Mi piacciono le fiere e le sagre. Mi piace mangiare con gli amici, è una delle cose più belle. Mi piace avere un’agenda, che se poi uso quella del telefonino. Amo le peschenoci, e i pomodori. Mi piacciono le tecnologie vintage. Mi piace il colore verde. E i giacinti. Mi piace guardare programmi di cucina. Mi piace la pallavolo. Mi tornare nei posti dove sono nata. Adoro i dolci ipercalorici, meglio se fatti con burro. Mi piacciono le Marlboro compact e le Vivident senza zucchero. Meglio se assieme. Mi piace macinare chilometri per un concerto. Mi piace pensare che ogni sguardo che incontro è una persona che per un attimo ha fatto parte della mia vita. Mi piace essere leale e mi piace anche la mia gelosia e possessività. Mi piace il colore dei miei occhi. Mi piace la piscina e il mare. Mi piace atterrare in una città di notte. Mi piace quando c’è qualcuno ad aspettarti. Mi piacciono i miei ricci, anche se li vorrei dritti, ma mi piacciono comunque. Mi piacciono i Ferrero roche però sputo la nocciola centrale. Adoro invece i Mon Cherì e Kinder Bueno. Mi piace l’arredamento minimal che tanto con il mio casino minimal non resterebbe. Mi piacciono le mie subpersonalità, anche se a volte dovrei tenerle più a bada. Mi piace il fatto che probabilmente quando rileggerò il tutto mi accorgerò di aver dimenticato 300 cose :D

 

ho talmente tante cose da dire…

14 novembre, 2011


che non so da dove iniziare.

E allora iniziamo con la fiera delle frivolezze che tanto Berlusconi si è dimesso ma non cambia nulla. E allora parlo di frivolezze, di leggerezza d’animo.

Sto ascoltando l’album di Noel Gallagher ed è davvero bello. E penso ai concerti degli Oasis di anni fa. Mi chiedo cosa è cambiato.

Io. Semplicemente.

Penso che ho quasi 29 anni e molto probabilmente non festeggerò con le persone che davvero vorrei avere accanto quel giorno.

E penso anche che molto probabilmente dovrei evitare di pensare se festeggiare o meno. E vedere di nascosto che succede.

C’è Paolo Fox che prevede un lungo viaggio introspettivo con potature varie ed eventuali.

Io voglio germogli da curare.

Ci sono persone che si sono fatte vive dal passato. Altre che sono arrivate dal futuro.

Ci sono cose che ho fatto seguendo l’istinto, e vorrei continuare a farle.

Ci sono cose che ho fatto sentendo la voce del cuore e che rifarei altre mille volte.

Ho voglia di un concerto.. uno di quelli da “ricordare”. Uno di quelli che macini chilometri, che in macchina canti a squaciagola, che la cena è un Capri all’autogrill, un concerto pieno di sudore, di quelli che “è meglio se porto la maglia per cambiarmi”. Voglio l’autostrada di notte, la radio spenta perchè “stasera basta con la musica, siamo in overdose”, il caffè di notte, l’ultima sigaretta.

E poi ci sono volte che non faccio quello che voglio. E la cosa mi fa star male.

La cosa bella è che non sto così male come pensavo.

L’album è finito, mettiamolo in loop.

no regrets, just love

27 settembre, 2011

 

È finito anche settembre.

Non che abbia molto da dire a riguardo. Abbastanza piatto. Ho solo vissuto.

Ma è un mese così, di quelli che non restano impressi nella memoria.

E invece Agosto 2011 resterà nella testa cuore e anima.

Ho detto Addio, ho dovuto decidere.

10 anni assieme. Ogni giorno.

Un amico. Ho dovuto lasciare andare un amico.

Forse pochi di voi mi possono capire. Ma un rapporto così speciale non l’avevo mai provato.

E ci sono stata fino alla fine.

E lui ci sarà per sempre.

Come un tatuaggio.

E so di averti dato tutto l’amore che potevo darti, come tu l’hai dato a me. No regrets, just love.

Per sempre insieme, te l’avevo promesso.

glow

agosto nell’aria, nel tempo che scivola via

22 agosto, 2011

E così è arrivato Agosto.

E per sbaglio è arrivato chi – come se qualcuno l’avesse mandato appositamente  per me – ha alzato la mia autostima che :

- era stata schiacciata da due Tir

- estirpata da quattro Scania

- abbandonada in un’autostrada rovente

- calpestata dalla dignità

- distrutta dal rancore

- masticata con rabbia

- dimenticata.

Così. Buttata.

Così questo qualcuno è arrivato come se ne è andato. Ma credo di non essere stata mai così viva e piena di emozioni dal 2009. No.

E poi c’è l’Agosto che mi ha detto “fai quel tatuaggio”. E sempre quell’Agosto mi ha messo un inception, e un progetto che spero si farà in meno di un anno – lo spero tanto.

E poi Agosto mi ha  portato definitivamente sulla cattiva strada :)

Io che di emozioni mi nutro, questo Agosto mi ha fatto innamorare di nuovo della vita!

Sono solo un numero, non ho una casa mia, ho un lavoro che non mi da abbastanza per vivere , ma ho riscoperto la voglia di sorridere come non avevo da troppi mesi.

Bentornata Glow.

Zeitgeist – The revolution is now

24 luglio, 2011

Lintero sistema in cui viviamo, ci inculca che noi siamo senza potere, che siamo deboli, che la società è cattiva e il crimine dilava e così via.. è tutto una gigantesca bugia!
Siamo pieni di potere, belli e straordinari. Non  c’è nessuna ragione per cui non possiamo comprendere dove veramente siamo e dove stiamo andando.
Non c’è nessuna vera ragione per la quale e un individuo comuni non possano essere conferiti pieni poteri, noi siamo esseri incredibilmente potenti.

Credo di aver passato 30 anni della mia vita, i primi 30 anni per cercare di diventare qualcosa. Volevo diventarebravo nel fare le cose.. volevo diventare bravo a tennis, bravo a scuola, nei voti. E tutto lo vedevo in qualche modo in questa prospettiva. Non vado bene così come sono, ma se divento bravo nel fare delle cose….
mi sono reso conto che giocavo il gioco sbagliato, perché il gioco era scoprire quello che già ero.

Ora nella nostra cultura siamo abituati a far emergere le differenze individuali, quindi si guarda ad ogni persona e immediatamente ci colpisce: più brillante, più stupido, più vecchio, più giovane, più ricco, più povero.. e facciamo tutte queste distinzioni dimensionali, li inseriamo in categorie e li trattiamo in quel modo.
E così vediamo gli altri come separati da noi stessi, nella maniera in cui essi sono stati separati.

Uno degli aspetti più sconvolgenti della conoscenza dell’ “altro”, è quella di trovarsi con un’altra persona e improvvisamente accorgersi di tutte quelle cose in cui loro ti assomigliano e non quello per le quali sono diversi da te e provare l’esperienza del fatto che l’assenza di ciò che èin te, è l’assenza di ciò che è in me, una unica.

La comprensione che non c’è l’ “altro”.. c’è una cosa sola.
 

Quanto il potere dell’amore supererà l’amore del potere, il Mondo conoscerà la pace.

[tratto da Zeitgeist - il film]

e i vecchi tempi

5 luglio, 2011

di sorrisi
di sudore
di rumore
di chilometri
di sguardi, voci, persone sfiorate e mai più riviste
di nuovi compagni di viaggio
di vecchi ritrovati
di musica per il mio cuore

 


..puf!

17 giugno, 2011

.. e via dal social network più famoso del mondo..

un posto nel mondo

10 giugno, 2011

Avere un blog per scrivere. Una finestra sul mondo per urlare.
Urlare cosa poi? Che siamo infelici, che l’amore è una merda e la vita fa schifo, che la vita 1 ti da e 10 ti toglie e bla bla bla… E continuiamo a lottare.
Ma perchè?
Mi sto chiedendo da giorni il senso di questa vita. Lottiamo per un lavoro, per degli amici, per degli ideali, lottiamo per amore e ci annientiamo per amore.
Ma perchè?
Si, sono in un periodo nero che più nero non si può. Sono un calimero sfigato che non chiedeva il sole e la luna ma un pò di normalitò che a quanto pare non è mai arrivata.
E ho lottato eh.. uff se ho lottato. Fino alla fine, ogni volta.
E ora non ce la faccio più.
Life goes on my darlin’.. somebody say. There will be better days than this.
Avete presente quando non siete ABBASTANZA bravi a studiare, quando non siete ABBASTANZA amici di qualcuno, quando non siete ABBASTANZA per il vostro lavoro, quando non siete ABBASTANZA buoni fidanzati e via dicendo ovviamente, potrei avere 1000 non ABBASTANZA da elencarvi.
Ecco. GLoria non è mai stata ABBASTANZA.
Quello che è certo è che non ce la fa più. È abbastanza stanca per non lottare più.
E mi chiedo che senso ha restare a questo mondo.
E c’ho messo tutta me stessa, credetemi.
E ho dato l’amore che potevo, davvero.

ma non serve.
forse è meglio abbandonare questa grande barca.
È una richiesta di aiuto, o forse una richiesta di affondarmi definitivamente.

devo andare via domani

3 giugno, 2011

“devo leggerti nel vuoto che ci siamo aperti dentro
devo spegnere i tuoi occhi che hanno pianto così tanto
devo chiudere le stanze in cui ti ho visto camminare
devo ridere e star bene, tra la gente che non veda
devo rimanere in piedi,
devo amarmi più di ieri
devo fare mille cose senza più trovare scuse
devo darmi una ragione
devo vivere felice
devo accendere una luce e poi riprendere il mio spazio
devo ancora un po’ capire
devo scegliere di meglio
devo stare ad ascoltare
devo correre lontano devo sciogliere quei fili
devo mettermi al sicuro
devo aprire le mie mani
devo andare via domani, devo andare via domani”

[petrol - devo andare via domani]


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