Scusa, non ho più tempo

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Da quando mia nonna è passata a miglior vita e l’equilibrio della famiglia totalmente sconvolto, c’è stato un cambiamento in me. Repentino, quasi prepotente.

Non ho più tempo per le persone che non sono realmente intenzionate a darmelo. Le metto da parte, le butto indietro. Altre le ho pure fanculizzate. Una oggi. Ma credetemi che son liberazioni. Alcuni possono scambiare il mio comportamento come superficialità, come menefreghismo. In realtà è proprio il contrario. Sto vedendo che la maggior parte delle persone non hanno tempo/voglia/interesse di conoscere a fondo una persona. E Conoscerla sapere bene cosa comporta, non starò di certo qui ad elencare le peculiarità dell’amico, che tutti ormai ne abbiamo i maroni pieni.

Dicevo, chiamatela pure superficialità. Io la vivo con leggerezza. Forse perché do il giusto peso alle persone. E no, non ci sarò più per voi che tempo per me non l’avevate. Perché quando ti rompi davvero le balle, è tutto più semplice, più scorrevole. Perché ci sei tu e basta.

La qualità del mio tempo deve essere direttamente proporzionale alla qualità della persona con la quale interagisco. Semplice funzione. Detta così, sembra davvero una cazzata metterla in atto.

Non parlo di escludere persone dalle nostre vite solo perché per un periodo di tempo ci hanno detto di no per un aperitivo, o per un’uscita. Ognuno ha i suoi problemi, i suoi momenti e i suoi tempi. Sto cercando di relazionarmi con persone che hanno davvero la voglia di stare con me. Quelle persone che le senti.

Eppure di tempo ne abbiamo poco. Vale la pena sprecarlo? Mi dico sempre che è pieno il mondo di persone. E quante ne dobbiamo ancora conoscere? Quanto c’è da vedere li fuori?

Scusatemi, non ho più tempo.

#sapevatelo

scrivere liberamente

 

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Sai perché un po’ mi manchi? Adesso a chi scriverò ‘liberamente’?

Tu conosci il vero significato di ‘scrivere liberamente’. A chi scriverò cose assurde? Come esprimo ad altri concetti inesistenti? Come racchiudere in poche parole sconnesse una vita intera? E le storie inventate a chi le scriverò? Il mondo sarà in grado di comprenderle?

Come si fa quando gli altri ‘non colgono’… Come si fa. Dimmelo come si fa.

Ci sono dei pazzi che capiscono. Quelli come noi. Che comprendono. Che scappano. Che amano e si annientano. Che ogni sera muoiono e poi risorgono. Voglio scrivere liberamente e… Hai sentito di oggi? È stato bello! Era dolce l’oblio. Si sono certa che era lui. L’ho visto. Nel cielo blu, i tuoi occhi vibravano nella penombra. Un secondo, il tempo si è fermato. Luce di quasi mattino in gocce di nuvole.

di trasferte, lavoro e cambiamenti

 

Un blog lasciato a se stesso è un blog che non funziona. Dico sempre che se una persona non scrive vuol dire che è felice così come sta e non sente l’esigenza di sfogarsi scrivendo.

In questo specifico caso la realtà è un pò diversa: il io blog lo scrivo anche, ma non il mio. Io con le persone ci parlo anche troppo: ma con i clienti. Da marzo sono super presa da questo nuovo lavoro che anche se retribuito male (retribuito è un eufemismo) mi piace. Quindi, responsabile marketing e commerciale. Ebbene si.

Da maggio è successo che mia mamma si è sposata, si è sposato pure il figlio del marito di mia mamma e si è sposato il mio capo. E tre.

Da maggio è successo che sti benedetti Linkin Park li ho finalmente visti dopo circa 13 anni di attesa, e no, non è andato bene il concerto. Non per colpa dei Linkin Park, ne per la compagnia. Colpa del comune di Milano e dell’Ippodromo City Sound che con la sua organizzazione e audio di merda ha fatto si che 45.000 persone stipate come sarde (acqua! non c’era più acqua alle 21.00!!) fossero scontente dell’evento.

E poi sono anche tornata a Milano, sempre all’Ippodromo City Sound a vedere per la prima volta i Placebo, concerto stupendo e poca gente. Cioè. Parliamone. Ti girano che un pò i maroni.

Nel frattempo con i miei pochi risparmi ho deciso che era tempo ed ora di andare a fare un giro all’estero, quindi il 30 Agosto prendo un aereo che mi porta a Rodi. E vacanze meritate siano.

Ho anche fatto un salto a livello evolutivo. Quale? Affrontare qualsiasi cosa come sarebbe meglio per me. Non trattarmi più male, stare solo in posti e con persone per i quali vale la pena di stare. per tutto il resto… beh c’è tempo. È per noi stessi che non c’è tempo.

Un pò come la scelta lavorativa dell’anno scorso: mollare un lavoro sicuro per altri 3 anni e fanculo tutti. Arrivare alla saturazione non è mai la soluzione migliore, bisogna fermarsi un gradino prima.

Alla fine se mi volto indietro non mi rigiro più. Sono così. Ed è giusto così.

Ah.. uomini? no grazie, sto davvero bene così. Litigo con me stessa se necessario, e va bene così :)

Se fossi un ragazzo

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Se fossi un ragazzo. Beh, starei bene 30 giorni al mese anziché 5 causa disfunzioni ormonali di vario tipo.

Se fossi un ragazzo avrei meno problemi a dire quello che penso davvero. Una sera alla settimana lo sport avrebbe la precendeza su tutto. E sarei egoista, mettendo sempre me davanti a tutto.

Se fossi un ragazzo sarei presente con lei, darei quell’abbraccio che lei vuole sono quando sono davvero sicuro che non è solo una parentesi. Non giocherei con i sentimenti di lei, non mi allontanerei proprio quando vedo che lei si sta fidando di me, quando mi sta aprendo il suo cuore alle mille insicurezze e fragilità che una donna ha.

Se fossi un ragazzo la chiamerei, quando sento che ha bisogno di me, non lascerei le chiamate perse sullo schermo del telefono; so cosa vuol dire essere messi in disparte, so cosa vuol dire essere colpiti così a fondo.

Se fossi un ragazzo farei dei piccoli gesti e piccoli doni per vedere la luce sulla tua faccia, perché se è di piccole cose che è fatto il rapporto, ti riempirei di piccole cose, mai banali. Sempre diverse. Mai noiose. Sempre pensate.

Se fossi un ragazzo sarei geloso di te, e tu lo saresti di me. Questo continuo gioco farebbe ardere continuamente la fiamma. Se fossi un ragazzo farei sesso con il tuo cervello prima di farlo con te, non mi interesserebbero le tue imperfezioni, perché la tua intelligenza, spigliatezza e sfrontatezza sono così affascinanti da far svanire tutto il resto.

Se fossi un ragazzo ti direi: prendi la mia mano e vieni con me.

Sono solo una donna. E sto cercando te.

 

Do what you REALLY want to do

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Okay okay okay.

Sono nullafacente, mi sono licenziata a Novembre .

“Cooosa…? licenziata?? Coraggiosa..con la crisi?? ”

Si. Licenziata. Ho scelto la salute, ho scelto di mollare una vita che mi ha fatto morire, ho scelto di non essere annientata e alienata come persona.  Ho fatto una scelta.

“Beh auguri eh! ti auguro di trovare qualcosa, ma con questi tempi.. c’è crisi eh! Bisogna stringere i denti e accettare di lavoro”

No. Stringo i denti per qualcosa per cui vale la pena. Per qualcosa per cui sono nata. Per qualcosa che… per QUEL qualcosa.

“Solo perché non hai affitto da pagare, o perché non hai figli”

Vero. Sono tornata ad abitare a casa dei miei con la coda in mezzo alle gambe. Vero non ho figli. Vero non ho un compagno. È proprio per questo che bisogna scegliere quando si è in queste situazioni. Avevo pochi soldini messi da parte.. Si insomma sono cavolacci miei no?

“si si per carità.. ma un posto fisso..”

Senti, vai a quel paese, stiamo parlando di due cose diverse. STOP.

Non sopporto lo spirito di rassegnazione. Per me la parola “rassegnati” non esiste. NONESISTEPERNULLAALMONDO.

Vi siete mai chiesti cosa volete davvero fare? Per cosa vale la pena lottare? Scegliere un lavoro che ti fa guadagnare 1500 euro al mese o farne uno a 400 perché le ore che fate non vi pesano?

Non lavorate mai a gratis. Mai. Datevi il giusto valore, date un numero in denaro al tempo che spendete per far guadagnare gli altri. Smettiamola con questi stage non retribuiti per imparare a piegar maglie in qualche negozio del centro.

Dite di anche di NO se necessario. Alzati al mattino e chiediti “what you really want to do?”; ma chieditelo davvero. Anche per le scelte più apparentemente stupide: “vuoi davvero uscire con quella persona questa sera, o staresti bene anche a casa?”. Imparate a stare da soli. Il mio prossimo step sarà quello di farmi un viaggio da sola. Non è nelle mie corde, ma prima o poi lo farò. Ascoltatevi. Fuggite dalle situazioni frustanti, agonizzanti, logoranti. Il lavoro è una parte importante, ci passiamo più di 8 ore al giorno, e magari altre 2 di auto, se almeno 7 ore le dedichi a dormire…cosa rimane? Sii soddisfatto.
Do what you really want to do.