Le donne di nessuno

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Siamo le donne di nessuno, quelle che hanno amato tanto e avuto meno amori, quelle che sono diventate parentesi senza volerlo, certe di essere nel momento giusto, al posto giusto con la persona giusta. Quelle che per strada le vedi felici e pensi: che fortuna quella coppia, vorrei un giorno essere come loro. Ma, cara amica, molto più spesso di quanto immagini quelle donne sono come te, in quel momento felici.

Le donne di nessuno sono quelle donne che hanno quel “qualcosa in più”, alle quali molte persone chiedono: come fai ad essere sola, sei così bella, intelligente. Scommetto che tutte in quel preciso istante si sono chieste: ma che cavolo ho che non va?

Le donne di nessuno le incroci per strada, sono quelle dalle quali molti tornano, perché anche se è durata per poco tempo, a lui resterà qualcosa di te. Quel qualcosa che l’aveva colpito e così tanto affascinato. Guardale bene negli occhi, sono donne che hanno molta più speranza di chi dovrebbe aiutarle ad averla. Hanno un luccichìo negli occhi che quando le incroci non puoi non ricordale, e quando sorridono hanno un velo di tristezza che traspare.

Noi non siamo donne tristi. Siamo più vive di altre, perché ogni volta che ci spingono  la faccia  il cuore nel fango, sappiamo come tornare a galla. Siamo quelle con il cuore più grande, che pieno di cicatrici non smette di amare. E ci riproveremo un’altra volta: siamo consapevoli che abbiamo la fortuna di sapere come rialzarci ogni volta.

Sono donne che smettono di pensare che un giorno troveranno la persona giusta. Quelle donne ci sperano ma il cuore disincantato dice loro che va bene anche così. Si sono create quel mondo dove rifugiarsi e dove stare bene, con lacrime e sforzi e dolore e rancore.

Siamo donne complicate, siamo un libro aperto con tante postille a fondo pagina, quelle postille che mai nessuno ha voglia di leggere e capire.

Se fossi un ragazzo

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Se fossi un ragazzo. Beh, starei bene 30 giorni al mese anziché 5 causa disfunzioni ormonali di vario tipo.

Se fossi un ragazzo avrei meno problemi a dire quello che penso davvero. Una sera alla settimana lo sport avrebbe la precendeza su tutto. E sarei egoista, mettendo sempre me davanti a tutto.

Se fossi un ragazzo sarei presente con lei, darei quell’abbraccio che lei vuole sono quando sono davvero sicuro che non è solo una parentesi. Non giocherei con i sentimenti di lei, non mi allontanerei proprio quando vedo che lei si sta fidando di me, quando mi sta aprendo il suo cuore alle mille insicurezze e fragilità che una donna ha.

Se fossi un ragazzo la chiamerei, quando sento che ha bisogno di me, non lascerei le chiamate perse sullo schermo del telefono; so cosa vuol dire essere messi in disparte, so cosa vuol dire essere colpiti così a fondo.

Se fossi un ragazzo farei dei piccoli gesti e piccoli doni per vedere la luce sulla tua faccia, perché se è di piccole cose che è fatto il rapporto, ti riempirei di piccole cose, mai banali. Sempre diverse. Mai noiose. Sempre pensate.

Se fossi un ragazzo sarei geloso di te, e tu lo saresti di me. Questo continuo gioco farebbe ardere continuamente la fiamma. Se fossi un ragazzo farei sesso con il tuo cervello prima di farlo con te, non mi interesserebbero le tue imperfezioni, perché la tua intelligenza, spigliatezza e sfrontatezza sono così affascinanti da far svanire tutto il resto.

Se fossi un ragazzo ti direi: prendi la mia mano e vieni con me.

Sono solo una donna. E sto cercando te.

 

Perché si mangia la notte

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Ed è per quello che la notte ci abbuffiamo. Per riempire Quel vuoto.

Quando siamo innamorati non mangiamo, o mangiamo meno, con meno foga e ingordigia.

Mangiamo di notte e pensiamo a una persona, è come commettere un atto di cannibalismo: di quello si tratta. Nutrirsi dell’altro, portarlo dentro noi, colmare quel vuoto, assaporare emozioni mancate. Deglutire lacrime di cioccolato, e baci di limone, abbracci di pasta e coccole di hamburger. E più lo fai più ti senti in colpa, ma è l’unico modo per fa tacere quella fiamma che brucia freddo, che arde, e porta solo il gelo dell’assenza.

Ecco quindi che il tuo lui ideale si trasforma in: caffèlatte e cereali ricchi di fibre + panino al prosciutto crudo + kiwi + quadratone di formaggio grana. In questo esatto ordine. O anche no. Alla fine basta mangiare.

Neanche male, loro non si lamentano di essere mangiati.

Mangiamo a caso, come sana confusione vuole. E mangiamo confusione. E diventiamo confusione.

Allora mangerò te. Così, giusto per essere chiari. E dentro di me, mi amerai.

Sono una Donna. Difficile.

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”Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare.. ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire. Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più. Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente. Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore, che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena. Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri. Quelle con l’anima vicina alla pelle, che vedono con mille occhi nascosti. Quelle che sognano a colori. Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro. Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.”

Sono sempre stata DIFFICILE, così han detto. Difficile nei gusti estetici, difficile nelle scelte, difficile di carattere, difficile andare d’accordo con me. Tutto così dannatamente complicato. La mia vita è diventata nel corso degli anni un casino assoluto, se qualcosa non era difficile e complicato ci mettevo del mio per farlo diventare tale. Eppure cercavo la semplicità. Ma in realtà ero la Regina Incontrastata de “I LOVE DRAMA”. Già. Ho vissuto per anni in un mondo pieno di casini atomici, sotterfugi, tranvate, pettegolezzi, maldicenze, sospetti, silenzi, abbandoni. Ci sguazzavo pure in questo mondo. Perché io ero la Diversa, la Strana. Molti mi dicevano che ero così, sin da bambina. All’inizio non capivo, quindi quelle parole lasciano il tempo che trovano, poi man mano che più persone ti dicono la stessa cosa , con il passare dei giorni un quesito te lo poni: e se fosse questa mia diversità a rendermi sola? e se fossi io che ho sbagliato con il mondo intero? Se fossi io quella non adatta a questa società?

BALLE.

Cerco una vita semplice e normale tanto quanto voi. Amo le cose semplici. Sono una donna estremamente semplice, fragile, decisa. Ovviamente tutto dipende dalla personale idea di normalità che ognuno ha.

La mia diversità è la mia forza, la mia stranezza il mio orgoglio. Mi guardate male perché sono diversa, io vi guardo e rido perché siete tutti uguali.

The Watchtower

solo vita che viene

Venezia è come mangiare un’intera scatola di cioccolata al liquore in una sola volta.


Oggi alla veneranda età di 28 anni, mi sveglio e penso: “ehy, abito a 15 minuti da una delle più belle città del mondo e l’ho vissuta così poco..” una vergogna. E così abbiamo deciso che la prossima gita culturale sarà proprio a Venezia.

Un biglietto unico che ti permette di vedere quasi tutti i musei che ci sono in Piazza San Marco. 18 euro. Prezzo onestissimo. E se in quel giorno non riesci a vedere tutti i musei puoi riutilizzare il biglietto entro 6 mesi dalla data di acquisto. Ah, finalmente una cosa super intelligente!

Oggi ho pensato che Venezia è bella.

Oggi è la domenica di Carnevale. Ovviamente la città era invivibile e assediata dai turisti, che poi, diciamocelo: dove sono andate a finire le maschere veneziane? Ormai il vero carnevale lo si respira solo nelle feste private dove possiamo trovare l’eleganza e la raffinatezza degna di nota. (e non orde di ragazzi ubriachi con punto di ritrovo in Campo Santa Margherita)

In questi giorni ho anche deciso di darmi una seconda possibilità con una relazione, a quanto pare sono molto brava con Photoshop ma non nelle relazioni amorose. Io quando vedo una foto so già cosa vorrò ottenere alla fine dell’elaborazione, quando si parla di sentimenti invece, non so manco da che parte iniziare ad elaborarli. Un completo e totale disastro insomma.

Quello che voglio dire è che vorrei vivere una relazione che come una scatola di cioccolata al liquore ti scalda il cuore, l’anima e ti stordisce leggermente.

Quella si che vale la pena di essere mangiata, vissuta.