Scusa, non ho più tempo

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Da quando mia nonna è passata a miglior vita e l’equilibrio della famiglia totalmente sconvolto, c’è stato un cambiamento in me. Repentino, quasi prepotente.

Non ho più tempo per le persone che non sono realmente intenzionate a darmelo. Le metto da parte, le butto indietro. Altre le ho pure fanculizzate. Una oggi. Ma credetemi che son liberazioni. Alcuni possono scambiare il mio comportamento come superficialità, come menefreghismo. In realtà è proprio il contrario. Sto vedendo che la maggior parte delle persone non hanno tempo/voglia/interesse di conoscere a fondo una persona. E Conoscerla sapere bene cosa comporta, non starò di certo qui ad elencare le peculiarità dell’amico, che tutti ormai ne abbiamo i maroni pieni.

Dicevo, chiamatela pure superficialità. Io la vivo con leggerezza. Forse perché do il giusto peso alle persone. E no, non ci sarò più per voi che tempo per me non l’avevate. Perché quando ti rompi davvero le balle, è tutto più semplice, più scorrevole. Perché ci sei tu e basta.

La qualità del mio tempo deve essere direttamente proporzionale alla qualità della persona con la quale interagisco. Semplice funzione. Detta così, sembra davvero una cazzata metterla in atto.

Non parlo di escludere persone dalle nostre vite solo perché per un periodo di tempo ci hanno detto di no per un aperitivo, o per un’uscita. Ognuno ha i suoi problemi, i suoi momenti e i suoi tempi. Sto cercando di relazionarmi con persone che hanno davvero la voglia di stare con me. Quelle persone che le senti.

Eppure di tempo ne abbiamo poco. Vale la pena sprecarlo? Mi dico sempre che è pieno il mondo di persone. E quante ne dobbiamo ancora conoscere? Quanto c’è da vedere li fuori?

Scusatemi, non ho più tempo.

#sapevatelo

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numeri

portrait

Ho tanti giorni da raccontare e molti numeri da dimenticare. Ho 764 mail mai lette, 4 numeri telefonici da catalogare, 32 anni da festeggiare e 5 amori da dimenticare. Ho 60.000 pensieri al giorno, metà di questi mi portano nel mio mondo fantastico. Ho 1 mondo fantastico e 3 me che ci vivono. A volte bisticciamo, ma molto spesso ci facciamo una gran compagnia. Ci diamo man forte l’un l’altra. Ho 2 case ferme li, 1 genitore, 1 nonno, 1 patrigno e 1 fratellastro. Reale. Poi ne ho 2 gentilmente concessi in adozione. Mi è rimasto solo 1 gatto dei 4 che avevo. Gli altri 3 vivono con le mie 3 “me” nel mio mondo fantastico. Ho perso per strada circa 15 persone in questi ultimi anni. Ma 15 volte ho detto “grazie” e altrettante 15 “vaffanculo”. Ho milioni di sinapsi che cercano un modello simile al mio. Neurotrasmettitori in fibrillazione. Ho 1 auto, 1 mac, 2 iphone e 2 ipod. Ho maledetto 24 volte il numero 24. Ho circa 30 concerti dei subsonica. Ho 2 foto con Samuel, una ogni 10 anni. Ho altrettanti concerti importanti da archiviare, e 1000 canzoni che girano nella mia testa. Ho 1 canzone per ogni momento lontano o vicino. Era il 1995. No era il 1997. Ho cambiato tanti lavori. 9 credo. Ho 1 migliore amico e mezzo. Il mezzo sono io. Ho dei messaggi in attesa di risposta. Ho delle risposte in attesa di conferme. Ho delle conferme che sono certezze. Ma non posso contare le certezze. Quelle sono 0.

ho talmente tante cose da dire…


che non so da dove iniziare.

E allora iniziamo con la fiera delle frivolezze che tanto Berlusconi si è dimesso ma non cambia nulla. E allora parlo di frivolezze, di leggerezza d’animo.

Sto ascoltando l’album di Noel Gallagher ed è davvero bello. E penso ai concerti degli Oasis di anni fa. Mi chiedo cosa è cambiato.

Io. Semplicemente.

Penso che ho quasi 29 anni e molto probabilmente non festeggerò con le persone che davvero vorrei avere accanto quel giorno.

E penso anche che molto probabilmente dovrei evitare di pensare se festeggiare o meno. E vedere di nascosto che succede.

C’è Paolo Fox che prevede un lungo viaggio introspettivo con potature varie ed eventuali.

Io voglio germogli da curare.

Ci sono persone che si sono fatte vive dal passato. Altre che sono arrivate dal futuro.

Ci sono cose che ho fatto seguendo l’istinto, e vorrei continuare a farle.

Ci sono cose che ho fatto sentendo la voce del cuore e che rifarei altre mille volte.

Ho voglia di un concerto.. uno di quelli da “ricordare”. Uno di quelli che macini chilometri, che in macchina canti a squaciagola, che la cena è un Capri all’autogrill, un concerto pieno di sudore, di quelli che “è meglio se porto la maglia per cambiarmi”. Voglio l’autostrada di notte, la radio spenta perchè “stasera basta con la musica, siamo in overdose”, il caffè di notte, l’ultima sigaretta.

E poi ci sono volte che non faccio quello che voglio. E la cosa mi fa star male.

La cosa bella è che non sto così male come pensavo.

L’album è finito, mettiamolo in loop.

le somme, i conti, i risultati e i conguagli

Stavo cercando una foto da mettere come ogni apertura di un nuovo post ma non trovo quella adatta.

Così ho deciso di crearla io.

Tutti hanno tirato le somme dell’anno appena finito e io sono giorni che mi chiedo se il mio anno deve essere catalogato come positivo o al contrario negativo o, peggio ancora.. inutile.

Ma l’unica cosa che mi viene da dire è che quest’anno è successo tutto e niente.
Niente perchè la mia carriera professionale è in stallo da troppo tempo e il mio conto in banca pure, tutto perchè sento di essere cambiata dentro e forse quella Gloria ragazzina che aveva voglia di concerti, musica e colori un pò alla volta sta svanendo: non certo perchè non ami i concerti ma semplicemente perchè sono cambiate le priorità e la serata tranquilla a cena con amici e il mio ragazzo diventa la serata che volevo… perchè non mi serve altro.

Cambiano le priorità.

Cambiano le priorità, cambia il tuo essere e cambiano gli altri. E così ti ritrovi qualche amico in più e qualche amico in meno. Anche se fa male. Ma non è più tempo di strascichi e ripensamenti e prove e parole e azioni che alla fine non servono proprio a nulla. E così ti arrendi all’evidenza che le persone cambiano, tu cambi, il mondo cambia….

Voglio credere che il mio ‘twenty-eleven’ sia pieno d’amore, di amicizia, di viaggi, di cene con amici, di giornate di sole, di giornate di mare, di grosse risate, di qualche chilo in meno, di soddisfazione personale, di voglia di far bene il mio lavoro.

E che mi venga pure qualche capello bianco in più e qualche ruga in più. Che se le rughe sono quelle delle risate poco importa e i capelli bianchi.. beh li coprirò con un pò di colore e ci riderò sopra.

Che sia un 2011 più sereno per tutti. Davvero.

Se c’è serenità c’è più amore nell’aria.

OMG!

Che strano.
No, dico. È strano che le cose vadano bene proprio a me.
Ma non perchè io non possa meritarmi un pò di felicità.
E me la merito… eccome se la merito!
Più che altro sto chiamando felicità quella che tutti gli altri hanno sempre conosciuto come normalità.
Che cosa strana..
E ogni minuto che passa credo sempre di più di meritarmi il meglio.
Che di accontentarmi non è più tempo.
Che strano! ^_^