scrivere liberamente

 

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Sai perché un po’ mi manchi? Adesso a chi scriverò ‘liberamente’?

Tu conosci il vero significato di ‘scrivere liberamente’. A chi scriverò cose assurde? Come esprimo ad altri concetti inesistenti? Come racchiudere in poche parole sconnesse una vita intera? E le storie inventate a chi le scriverò? Il mondo sarà in grado di comprenderle?

Come si fa quando gli altri ‘non colgono’… Come si fa. Dimmelo come si fa.

Ci sono dei pazzi che capiscono. Quelli come noi. Che comprendono. Che scappano. Che amano e si annientano. Che ogni sera muoiono e poi risorgono. Voglio scrivere liberamente e… Hai sentito di oggi? È stato bello! Era dolce l’oblio. Si sono certa che era lui. L’ho visto. Nel cielo blu, i tuoi occhi vibravano nella penombra. Un secondo, il tempo si è fermato. Luce di quasi mattino in gocce di nuvole.

numeri

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Ho tanti giorni da raccontare e molti numeri da dimenticare. Ho 764 mail mai lette, 4 numeri telefonici da catalogare, 32 anni da festeggiare e 5 amori da dimenticare. Ho 60.000 pensieri al giorno, metà di questi mi portano nel mio mondo fantastico. Ho 1 mondo fantastico e 3 me che ci vivono. A volte bisticciamo, ma molto spesso ci facciamo una gran compagnia. Ci diamo man forte l’un l’altra. Ho 2 case ferme li, 1 genitore, 1 nonno, 1 patrigno e 1 fratellastro. Reale. Poi ne ho 2 gentilmente concessi in adozione. Mi è rimasto solo 1 gatto dei 4 che avevo. Gli altri 3 vivono con le mie 3 “me” nel mio mondo fantastico. Ho perso per strada circa 15 persone in questi ultimi anni. Ma 15 volte ho detto “grazie” e altrettante 15 “vaffanculo”. Ho milioni di sinapsi che cercano un modello simile al mio. Neurotrasmettitori in fibrillazione. Ho 1 auto, 1 mac, 2 iphone e 2 ipod. Ho maledetto 24 volte il numero 24. Ho circa 30 concerti dei subsonica. Ho 2 foto con Samuel, una ogni 10 anni. Ho altrettanti concerti importanti da archiviare, e 1000 canzoni che girano nella mia testa. Ho 1 canzone per ogni momento lontano o vicino. Era il 1995. No era il 1997. Ho cambiato tanti lavori. 9 credo. Ho 1 migliore amico e mezzo. Il mezzo sono io. Ho dei messaggi in attesa di risposta. Ho delle risposte in attesa di conferme. Ho delle conferme che sono certezze. Ma non posso contare le certezze. Quelle sono 0.

Se fossi un ragazzo

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Se fossi un ragazzo. Beh, starei bene 30 giorni al mese anziché 5 causa disfunzioni ormonali di vario tipo.

Se fossi un ragazzo avrei meno problemi a dire quello che penso davvero. Una sera alla settimana lo sport avrebbe la precendeza su tutto. E sarei egoista, mettendo sempre me davanti a tutto.

Se fossi un ragazzo sarei presente con lei, darei quell’abbraccio che lei vuole sono quando sono davvero sicuro che non è solo una parentesi. Non giocherei con i sentimenti di lei, non mi allontanerei proprio quando vedo che lei si sta fidando di me, quando mi sta aprendo il suo cuore alle mille insicurezze e fragilità che una donna ha.

Se fossi un ragazzo la chiamerei, quando sento che ha bisogno di me, non lascerei le chiamate perse sullo schermo del telefono; so cosa vuol dire essere messi in disparte, so cosa vuol dire essere colpiti così a fondo.

Se fossi un ragazzo farei dei piccoli gesti e piccoli doni per vedere la luce sulla tua faccia, perché se è di piccole cose che è fatto il rapporto, ti riempirei di piccole cose, mai banali. Sempre diverse. Mai noiose. Sempre pensate.

Se fossi un ragazzo sarei geloso di te, e tu lo saresti di me. Questo continuo gioco farebbe ardere continuamente la fiamma. Se fossi un ragazzo farei sesso con il tuo cervello prima di farlo con te, non mi interesserebbero le tue imperfezioni, perché la tua intelligenza, spigliatezza e sfrontatezza sono così affascinanti da far svanire tutto il resto.

Se fossi un ragazzo ti direi: prendi la mia mano e vieni con me.

Sono solo una donna. E sto cercando te.

 

Do what you REALLY want to do

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Okay okay okay.

Sono nullafacente, mi sono licenziata a Novembre .

“Cooosa…? licenziata?? Coraggiosa..con la crisi?? ”

Si. Licenziata. Ho scelto la salute, ho scelto di mollare una vita che mi ha fatto morire, ho scelto di non essere annientata e alienata come persona.  Ho fatto una scelta.

“Beh auguri eh! ti auguro di trovare qualcosa, ma con questi tempi.. c’è crisi eh! Bisogna stringere i denti e accettare di lavoro”

No. Stringo i denti per qualcosa per cui vale la pena. Per qualcosa per cui sono nata. Per qualcosa che… per QUEL qualcosa.

“Solo perché non hai affitto da pagare, o perché non hai figli”

Vero. Sono tornata ad abitare a casa dei miei con la coda in mezzo alle gambe. Vero non ho figli. Vero non ho un compagno. È proprio per questo che bisogna scegliere quando si è in queste situazioni. Avevo pochi soldini messi da parte.. Si insomma sono cavolacci miei no?

“si si per carità.. ma un posto fisso..”

Senti, vai a quel paese, stiamo parlando di due cose diverse. STOP.

Non sopporto lo spirito di rassegnazione. Per me la parola “rassegnati” non esiste. NONESISTEPERNULLAALMONDO.

Vi siete mai chiesti cosa volete davvero fare? Per cosa vale la pena lottare? Scegliere un lavoro che ti fa guadagnare 1500 euro al mese o farne uno a 400 perché le ore che fate non vi pesano?

Non lavorate mai a gratis. Mai. Datevi il giusto valore, date un numero in denaro al tempo che spendete per far guadagnare gli altri. Smettiamola con questi stage non retribuiti per imparare a piegar maglie in qualche negozio del centro.

Dite di anche di NO se necessario. Alzati al mattino e chiediti “what you really want to do?”; ma chieditelo davvero. Anche per le scelte più apparentemente stupide: “vuoi davvero uscire con quella persona questa sera, o staresti bene anche a casa?”. Imparate a stare da soli. Il mio prossimo step sarà quello di farmi un viaggio da sola. Non è nelle mie corde, ma prima o poi lo farò. Ascoltatevi. Fuggite dalle situazioni frustanti, agonizzanti, logoranti. Il lavoro è una parte importante, ci passiamo più di 8 ore al giorno, e magari altre 2 di auto, se almeno 7 ore le dedichi a dormire…cosa rimane? Sii soddisfatto.
Do what you really want to do.

Sono una Donna. Difficile.

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”Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare.. ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire. Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più. Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente. Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore, che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena. Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri. Quelle con l’anima vicina alla pelle, che vedono con mille occhi nascosti. Quelle che sognano a colori. Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro. Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.”

Sono sempre stata DIFFICILE, così han detto. Difficile nei gusti estetici, difficile nelle scelte, difficile di carattere, difficile andare d’accordo con me. Tutto così dannatamente complicato. La mia vita è diventata nel corso degli anni un casino assoluto, se qualcosa non era difficile e complicato ci mettevo del mio per farlo diventare tale. Eppure cercavo la semplicità. Ma in realtà ero la Regina Incontrastata de “I LOVE DRAMA”. Già. Ho vissuto per anni in un mondo pieno di casini atomici, sotterfugi, tranvate, pettegolezzi, maldicenze, sospetti, silenzi, abbandoni. Ci sguazzavo pure in questo mondo. Perché io ero la Diversa, la Strana. Molti mi dicevano che ero così, sin da bambina. All’inizio non capivo, quindi quelle parole lasciano il tempo che trovano, poi man mano che più persone ti dicono la stessa cosa , con il passare dei giorni un quesito te lo poni: e se fosse questa mia diversità a rendermi sola? e se fossi io che ho sbagliato con il mondo intero? Se fossi io quella non adatta a questa società?

BALLE.

Cerco una vita semplice e normale tanto quanto voi. Amo le cose semplici. Sono una donna estremamente semplice, fragile, decisa. Ovviamente tutto dipende dalla personale idea di normalità che ognuno ha.

La mia diversità è la mia forza, la mia stranezza il mio orgoglio. Mi guardate male perché sono diversa, io vi guardo e rido perché siete tutti uguali.

The Watchtower