Scusa, non ho più tempo

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Da quando mia nonna è passata a miglior vita e l’equilibrio della famiglia totalmente sconvolto, c’è stato un cambiamento in me. Repentino, quasi prepotente.

Non ho più tempo per le persone che non sono realmente intenzionate a darmelo. Le metto da parte, le butto indietro. Altre le ho pure fanculizzate. Una oggi. Ma credetemi che son liberazioni. Alcuni possono scambiare il mio comportamento come superficialità, come menefreghismo. In realtà è proprio il contrario. Sto vedendo che la maggior parte delle persone non hanno tempo/voglia/interesse di conoscere a fondo una persona. E Conoscerla sapere bene cosa comporta, non starò di certo qui ad elencare le peculiarità dell’amico, che tutti ormai ne abbiamo i maroni pieni.

Dicevo, chiamatela pure superficialità. Io la vivo con leggerezza. Forse perché do il giusto peso alle persone. E no, non ci sarò più per voi che tempo per me non l’avevate. Perché quando ti rompi davvero le balle, è tutto più semplice, più scorrevole. Perché ci sei tu e basta.

La qualità del mio tempo deve essere direttamente proporzionale alla qualità della persona con la quale interagisco. Semplice funzione. Detta così, sembra davvero una cazzata metterla in atto.

Non parlo di escludere persone dalle nostre vite solo perché per un periodo di tempo ci hanno detto di no per un aperitivo, o per un’uscita. Ognuno ha i suoi problemi, i suoi momenti e i suoi tempi. Sto cercando di relazionarmi con persone che hanno davvero la voglia di stare con me. Quelle persone che le senti.

Eppure di tempo ne abbiamo poco. Vale la pena sprecarlo? Mi dico sempre che è pieno il mondo di persone. E quante ne dobbiamo ancora conoscere? Quanto c’è da vedere li fuori?

Scusatemi, non ho più tempo.

#sapevatelo

Where the good times gone?

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Aver condiviso i tuoi primi 14 anni con una persona e poi perderla. Perchè i tuoi ti portano via dal tuo paese, perchè arrivano le superiori e le scelte sono diverse, perchè la vita ti porta così lontano che a quattordici anni non puoi neanche immaginare.

Aver passato 13 anni senza vedere questa persona, ritrovarla in facebook senza alcuna euforia. Vedere questa persona a una festa e capire che quei bei tempi passati non torneranno più, capire che di fronte a te c’è un estraneo con il quale non riesci a parlare se non a dire le solite, inutili, banali, frasi di circostanza. Guardarlo negli occhi e non vedere nulla… guardare i suoi movimenti e non riconoscere più quel qualcosa di familiare che dovrebbe essere nel tuo “inprinting”; eppure…. sai che è lui perchè ti hanno detto “guarda chi c’è!!”: perchè neanche fisicamente l’avresti riconosciuto dietro quella barba folta e quei capelli lunghi.

Cercando il suo sguardo non vedevo riflessi i nostri ricordi, ma gli occhi erano i suoi di sempre, sicuramente erano i suoi…  io vedevo quegli occhi di ragazzino che oggi non c’è più, d’altra parte io stavo guardando con occhi di una donna che non è più adolescente.

È quasi un senso di soffocamento. È come ritrovare una oggetto dopo anni, e capire che in fondo non è così importante. Non più.

Cambiano le priorità, cambia la vita, cambiano le persone.. e purtroppo certe persone che ritenevi importanti si ritrovano ad essere un contorno al mondo che ti sei creato, un contorno che è un ricordo sbiadito.

E mi sono detta: Gloria, dove sono andati a finire quegli anni? Dove sono per non provare più nulla? Gloria…. tu stai parlando di un tempo che non c’è più. E non tornerà mai.

È la [meravigliosa] vita.

Wake Me Up When September Ends

Settembre.

Quanto ho vissuto questo settembre. Sono riuscita a vivere 17 anni in quattro giorni. Ed è stato un uragano, sono stata sbattuta per terra. Quanto dolci sono quei lividi?

Settembre è una canzone che mi resterà dentro. Settembre è il mese che mi ha fatto piangere di dolorosissima gioia. Settembre è una persona, settembre è lontano, settembre è nella mia testa e nel mio cuore. Settembre è una foto, un fermo immagine.

nothing to lose

Ridere, ridere, ridere ancora.

C’è sempre qualcuno che deve dirti qualcosa. O vorrebbe dirtelo ma non sa come, o ha talmente tante cose da dire che alla fine riesce a far trasparire poco di se stesso. I rapporti umani sono un casino pazzesco. Siamo sempre pronti a difenderci, a dare spiegazioni, giustificazioni per quello che siamo e sul perchè siamo diventati così.

Se solo potessimo concederci qualche abbraccio in più, qualche lacrima in più con i nostri più cari amici forse la nostra vita salirebbe di un gradino come qualità.

Perchè se ci guardiamo bene attorno e permettiamo agli altri di entrare nel nostro cuore, ci accorgiamo che in fondo siamo molto meno soli di quanto crediamo.

E basta pochissimo. Ma proprio “tanto così”.