Scusa, non ho più tempo

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Da quando mia nonna è passata a miglior vita e l’equilibrio della famiglia totalmente sconvolto, c’è stato un cambiamento in me. Repentino, quasi prepotente.

Non ho più tempo per le persone che non sono realmente intenzionate a darmelo. Le metto da parte, le butto indietro. Altre le ho pure fanculizzate. Una oggi. Ma credetemi che son liberazioni. Alcuni possono scambiare il mio comportamento come superficialità, come menefreghismo. In realtà è proprio il contrario. Sto vedendo che la maggior parte delle persone non hanno tempo/voglia/interesse di conoscere a fondo una persona. E Conoscerla sapere bene cosa comporta, non starò di certo qui ad elencare le peculiarità dell’amico, che tutti ormai ne abbiamo i maroni pieni.

Dicevo, chiamatela pure superficialità. Io la vivo con leggerezza. Forse perché do il giusto peso alle persone. E no, non ci sarò più per voi che tempo per me non l’avevate. Perché quando ti rompi davvero le balle, è tutto più semplice, più scorrevole. Perché ci sei tu e basta.

La qualità del mio tempo deve essere direttamente proporzionale alla qualità della persona con la quale interagisco. Semplice funzione. Detta così, sembra davvero una cazzata metterla in atto.

Non parlo di escludere persone dalle nostre vite solo perché per un periodo di tempo ci hanno detto di no per un aperitivo, o per un’uscita. Ognuno ha i suoi problemi, i suoi momenti e i suoi tempi. Sto cercando di relazionarmi con persone che hanno davvero la voglia di stare con me. Quelle persone che le senti.

Eppure di tempo ne abbiamo poco. Vale la pena sprecarlo? Mi dico sempre che è pieno il mondo di persone. E quante ne dobbiamo ancora conoscere? Quanto c’è da vedere li fuori?

Scusatemi, non ho più tempo.

#sapevatelo

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di trasferte, lavoro e cambiamenti

 

Un blog lasciato a se stesso è un blog che non funziona. Dico sempre che se una persona non scrive vuol dire che è felice così come sta e non sente l’esigenza di sfogarsi scrivendo.

In questo specifico caso la realtà è un pò diversa: il io blog lo scrivo anche, ma non il mio. Io con le persone ci parlo anche troppo: ma con i clienti. Da marzo sono super presa da questo nuovo lavoro che anche se retribuito male (retribuito è un eufemismo) mi piace. Quindi, responsabile marketing e commerciale. Ebbene si.

Da maggio è successo che mia mamma si è sposata, si è sposato pure il figlio del marito di mia mamma e si è sposato il mio capo. E tre.

Da maggio è successo che sti benedetti Linkin Park li ho finalmente visti dopo circa 13 anni di attesa, e no, non è andato bene il concerto. Non per colpa dei Linkin Park, ne per la compagnia. Colpa del comune di Milano e dell’Ippodromo City Sound che con la sua organizzazione e audio di merda ha fatto si che 45.000 persone stipate come sarde (acqua! non c’era più acqua alle 21.00!!) fossero scontente dell’evento.

E poi sono anche tornata a Milano, sempre all’Ippodromo City Sound a vedere per la prima volta i Placebo, concerto stupendo e poca gente. Cioè. Parliamone. Ti girano che un pò i maroni.

Nel frattempo con i miei pochi risparmi ho deciso che era tempo ed ora di andare a fare un giro all’estero, quindi il 30 Agosto prendo un aereo che mi porta a Rodi. E vacanze meritate siano.

Ho anche fatto un salto a livello evolutivo. Quale? Affrontare qualsiasi cosa come sarebbe meglio per me. Non trattarmi più male, stare solo in posti e con persone per i quali vale la pena di stare. per tutto il resto… beh c’è tempo. È per noi stessi che non c’è tempo.

Un pò come la scelta lavorativa dell’anno scorso: mollare un lavoro sicuro per altri 3 anni e fanculo tutti. Arrivare alla saturazione non è mai la soluzione migliore, bisogna fermarsi un gradino prima.

Alla fine se mi volto indietro non mi rigiro più. Sono così. Ed è giusto così.

Ah.. uomini? no grazie, sto davvero bene così. Litigo con me stessa se necessario, e va bene così :)